Seconda uscita regolazione albero

Oggi con una bella giornata di sole (finalmente) e  5/6 nodi di vento seconda uscita regolazione albero.

Iniziamo con la sostituzione delle luci di via e di fonda in testa d’albero: una lamella difettosa no fa contatto con la lampadina e la luce di fonda non funziona. Poi verso le 11:00 lasciamo la banchina e usciti dal porto iniziamo qualche bordo di bolina. Con 8 nodi e un angolo di 40 ° la velocità è di  4,8 nodi. La regolazione si svolge in questo modo: nel lato di bolina si controllano le sartie sopravento, poi si vira e si regolano. La regolazione effettuata è minima, un giro per lato. Le  sartie basse non devono ballare e non devono essere molto tese, idem per le sartie alte. L’alberaio controlla la curvatura dell’albero verso poppa: si guarda il carrello randa che deve avere una curvatura uniforme. Poi controlla la curvatura sopravvento: la testa d’albero non deve scadere sottovento. Chiedo quual’è la cosa più importante da controllare e mi spiega appunto l’importanza delle due curvature, cioè che quella verso poppa sia continua e uniforme e che quella da sopravento non lasci scadere la testa d’albero sottovento. Mi spiega chhe per l vento di oggi a lui l’albero sembra a posto  e che con l’aumentare del vento si potrebbe procedere a una nuova regolazione della tensione delle sartie. Scopro che esistono gli Smart Pins per sostituire le classiche coppiglie. Sono dei fermi con del velcro e si possono mettere e togliere facilmente per le regolazioni dell’albero .

Seconda uscita regolazione albero
Smart pin Blue Wave

Lseconda uscita per la regolazione dell’albero volge al termine, avvolgiamo il fiocco ammainiamo la randa e ci dirigiamo verso il marina, non prima di aver dato la precedenta alla ennesima nave in ingresso al porto di Ravenna.

 

Seconda uscita regolazione albero

Visualizza la traccia: http://tinyurl.com/z9msw6g
Scaricala: http://tinyurl.com/go87t5a

 

 

Start Time: 21/06/16 12:25
End Time: 21/06/16 14:41

Active track info

Distance: 6.8 NM
Total Time: 2H 16′
Average Speed: 3.0 kts
Max Speed: 6.2 kts

 

 

 

 

 

Prima uscita prova vele

Oggi prima uscita prova vele in una giornata nuvolosa con qualche temporale.

Ieri sera abbiamo montato la trinchetta. Questa mattina genoa, lazzy jack (con qualcche problema di infilaggio) e randa. Poi in banchina avevamo vento di poppa e, non riuscendo più a lavorare con la randa issata per metà e con l’altra metà in coperta,  abbiamo deciso di uscire per metterci contro vento.

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Rinforzi lande carbonio

Nelle foto si vedono i rinforzi lande carbonio che vengono laminati allo scafo. In questo modo il collegamento landa – scafo dventa strutturale e la capacità di sopportazione dei carichi aumenta considerevolmente.

Vengono fissati in questo modo strallo genoa, strallo trinchetta e sartie. Il carbonio viene steso nella direzione dello sforzo da sostenere e distribuisce il carico su una superficie ampia e omogenea.

Paratie composito: le curve richiedono un modello.

Paratie composito curve per la costruzione di una barca a vela richiedono la produzione di un modello. Nelle foto si vede la paratia del bagno che, essendo curva, ha richiesto la realizzazione di un modello. La laminazione del composito avviene poi nello stesso modo descritto qui. Le restanti paratie sono state posizionate all’interno dello scafo e nei prossimi giorni veranno laminate allo scafo (cioè unite con tessuto di vetro e resina epossidica) in modo definitivo. Una volta ultimato il lavoro lo scafo verrà estratto dallo stampo per le successive lavorazioni. Abbiamo provato a posizionare il serbatoio del gasolio da 360 litri e va bene.

Scafo, si ricomincia.

Ai primi di settembre sono ripresi i lavori sullo scafo. Non c’è più l’ansia di finire per tempo e speriamo che le cose possano proseguire spedite. Abbiamo rifatto un programma dei lavori per arrivare con la barca finita per marzo – aprile del prossimo anno.

Nelle foto si vedono le fasi della laminazione. Si stende uno strato di tessuto, si lamina con la resina epossidica, altro strato, laminazione e così via. La resina viene stesa a rullo. Alla fine raggiunto il numero di strati (lo spessore) previsto si posiziona  del nylon tenuto da un nastro bi -adesivo e si crea il vuoto. Con lo stampo alzato si lavora metà scafo. Si gira lo stampo e si lavora l’altra metà.

Poi tocca al PVC (i riquadri che siedono in foto) e poi di nuovo tessuto.

A lavoro terminato viene realizzata la scassa della deriva, che è in pieno (solo resina e tessuto senza PVC), e intorno ad essa vengono posati i rinforzi strutturali in Gana-Okumè che verranno anch’essi laminati. Il nero che si vede è tessuto di fibra di carbonio, più performante del vetro (vedi qui).

Dal posizionamento dei rinforzi si intuisce come, in caso di urti sulla chiglia, l’energia venga assorbita e distribuita allo scafo. Nelle barche di serie la chiglia è imbullonata allo scafo.

Il prossimo lavoro sarà la posa e la laminazione allo scafo delle paratie principali, perché senza queste togliendo lo scafo dallo stampo si potrebbe piegare e incrinare o rompere.

Con la coperta siamo alla posa del PVC.

 

Chiglia, stabilità di peso.

Mentre proseguono i lavori per la finitura di  paratie e coperta è ultimata la fusione della chiglia in piombo, costituita da due parti poi unite e imbullonate alla lama d’acciaio. Si parla di 2.000 Kg di piombo riciclato al costo di 1,5 €/Kg: costa il piombo!

Comunque quello che ci interessa è il rapporto peso chiglia/dislocamento, vediamo perché.

La stabilità poppa prua (beccheggio) è data dalla lunghezza dello scafo mentre la stabilità trasversale (rollio) dipende da due fattori:

Stabilità di forma:

Stabilità di forma
Stabilità di forma

Quando la barca è in equilibrio il punto di spinta esercitato dall’acqua verso l’alto  e quello esercitato dal peso dello scafo verso il basso (baricentro di carena) coincidono e la forza di raddrizzamento è nulla. Quando lo scafo si inclina i due punti si allontanano. Maggiore è la distanza tra questi punti e maggiore è la forza raddrizzante (braccio). Quindi uno scafo più largo ha più forza raddrizzante.

Stabilità di peso:

Chiglia stabilità di peso
Chiglia stabilità di peso

Con scafo in equilibrio il punto di spinta e il baricentro di carena sono sullo stesso asse e la spinta di raddrizzamento è nulla. All’aumentare dello sbandamento i due punti si allontanano: maggiore è la loro distanza maggiore è la forza raddrizzante (braccio), che sarà massima a 90°.

Quindi la stabilità di peso si ottiene aumentando il peso in basso o spostando in basso il baricentro di carena.

Tornando al discorso iniziale, a parità di lunghezza e dislocamento avrà maggior raddrizzamento la barca più larga e con più peso in basso. Maggior raddrizzamento significa anche poter avere maggiori prestazioni, ad esempio poter sostenere una maggiore superficie velica.

Il rapporto chiglia/dislocamento sintetizza questo lungo discorso, più è alto meglio è.  Nel nostro caso i dati di progetto sono questi:

1 scafo 2.700 Kg;

2 chiglia 2.000 Kg;

3 = (1+2) dislocamento 4.700 Kg

2/3  rapporto chiglia/dislocamento 46%

Per curiosità, provate a confrontare questi dati con quelli delle migliori barche di serie.